Isabella Lavelli

 

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La biblioteca.

Le nostre città hanno bisogno urgente di biblioteche di nuova concezione, dove i cittadini si possano incontrare stabilendo relazioni sia intellettuali sia affettive: le ‘piazze del sapere’

Guido Martinotti

Sosteneva Antonella Agnoli in un libro intitolato Le piazze del sapere (Laterza, 2013) la necessità
di ripensare gli spazi urbani, sottrarli alla commercializzazione, farne luoghi di incontro, di
scambio, di azione collettiva.

 

La biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi minacciata da internet nel suo
ruolo informativo, può diventare un territorio aperto, un centro di riflessione e di condivisione
dei saperi, il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali. In un Paese sempre più
ignorante, che rischia di restare ai margini dell’economia della conoscenza, la biblioteca
pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell’Italia, un luogo di libertà e di
creatività per ogni cittadino.

 

Il libro è molto interessante anche nella parte che considera l’importanza delle dotazioni
tecnologiche a disposizione dell’utenza e dell’evoluzione del servizio biblioteca in
considerazione degli strumenti digitali che sono oggi alla portata di tutti.
Occorre considerare che la biblioteca comunale, fuori dai contesti urbani, è spesso l'unico
centro culturale, punto di riferimento oltre che per la sua nota funzione di servizio anche come promotore di iniziative e luogo di aggregazione e incontro.

Specificando che le mie opinioni sono quelle di un’amministratrice locale priva della
competenza tecnica dei molti bibliotecari che si sono confrontati sul tema, ritengo molto
importante valorizzare la centralità anche sociale della biblioteca mantenendo però fermo
l’obiettivo di promozione della lettura e l’attività culturale in senso stretto. In un Paese in cui la lettura rimane un’esperienza profondamente minoritaria, le biblioteche devono essere
considerate un servizio universale come scuole e ospedali, e devono in alcuni contesti anche
essere in grado di circoscrivere la propria funzione.

 

In futuro, le biblioteche non potranno che essere delle piazze coperte, né troppo grandi né
troppo piccole. Edifici facilmente “leggibili”, luoghi di sicurezza e confort, punti di incontro
formale e informale.
Rifacendoci sempre al pensiero autorevole di Antonella Agnoli, in La biblioteca che vorrei, a
contare sono elementi come la luce, l’acustica, gli arredi, la segnaletica, in un contesto in cui
nulla sia lasciato al caso e alla funzionalità delle strutture si unisca l’empatia dei bibliotecari.
La biblioteca è il luogo della libera consultazione del sapere, nell’era di una nuova povertà e dei tagli ai consumi culturali inferti dolorosamente al proprio budget anche dai soggetti, diciamo così, più coltivati.


Deve essere un posto neutrale, di uguaglianza e di democrazia perché capace di suggerire letture senza intimidire o emarginare, dando spazio a tutte le declinazioni del leggere.
In questo senso una biblioteca ben gestita è un luogo che aumenta il capitale sociale di un
territorio, considerando il fatto che in essa si sviluppa un tessuto di relazioni che rendono più
piacevole la vita quotidiana, stimolano lo sviluppo economico e favoriscono l’autogoverno.
Questo inserisce a pieno titolo la biblioteca di pubblica lettura all’interno del Ciclo Virtuoso della Cultura al quale faccio sempre riferimento.


Le biblioteche che funzionano non possono essere troppo piccole e devono essere gestite da
professionisti qualificati. Non ci sono scorciatoie. Questo implica la necessità di investire e dove le Amministrazioni Locali sono state in grado di farlo i risultati si vedono.

Trovi il resto dell'articolo "La biblioteca. Piazza del sapere" nell'ebook "Orastellata. Dieci anni di cultura a Olgiate Molgora".

"Nel meratese l'indice più alto l'ha registrato Olgiate Molgora"

Il Giornale di Merate, 8 marzo 2016 - Leggi tutto

Grafici e tabelle sulla biblioteca comunale di Olgiate Molgora

 

Approfondimenti

Olgiate Molgora

2006-2016

Principali obiettivi raggiunti in termini di sviluppo del servizio:

 

  • Attivazione del servizio di prestito dvd

  • Predisposizione di due postazioni PC

  • Realizzazione della nuova biblioteca presso le scuole medie (anno 2009 - investimento: 3.600€)

  • Passaggio al sistema bibliotecario provinciale (2010)

  • Impiego di due bibliotecarie qualificate a tempo pieno 

  • Aumento delle ore di apertura della biblioteca e raggiungimento della qualifica di "biblioteca significativa" (2010)

  • Nuovo sistema informatico per la gestione dei prestiti Q-series (che permette agli utenti notevoli funzionalità online, es. schede libri più dettagliate, prenotazione libri e dvd, rinnovo prestito)

  • Apertura punto internet (2011)

  • Installazione n. 2 impianti di deumidificazione in biblioteca (soluzione completa del problema di umidità)

  • Costituzione del Gruppo volontari lettori "Nati per Leggere"

  • Media Library Online (2014)

  • Inventario generale (2016)

Il metodo EMME

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