Isabella Lavelli

 

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© Courtesy of Scarlattine Teatro

Il teatro e un territorio che cresce

Nel 2013 ho assistito presso il Teatro Ringhiera di Milano alla conferenza conclusiva del progetto Etre, finanziato dalla Fondazione Cariplo e volto a valorizzare la rete delle Residenze Teatrali della Lombardia. Questo progetto e i finanziamenti che ne sono derivati hanno avuto una ricaduta anche sul nostro territorio in quanto, a Campsirago (Colle Brianza, LC), è presente una Residenza teatrale, alla quale ha dato vita la compagnia Scarlattine Teatro a partire dal 2008. All’interno del sito della Compagnia è spiegato cosa si intende per Residenza Teatrale, sottolineando “la forte vocazione alla relazione e grande cura verso il territorio, inteso come intreccio di comunità, storia, paesaggio da tutelare e valorizzare”.

Il termine “cura” riferito al territorio, in cui sorge la Residenza, credo spinga tutti gli amministratori locali a riflettere sull’importanza di questa modalità di valorizzazione intesa, nel senso più alto del termine, come un “conferire valore” al luogo in cui viviamo, farlo crescere appunto.

Il legame del progetto della Compagnia teatrale con una realtà geografica riconoscibile quale il Monte di Brianza si è inserito in un percorso di tutela e marketing territoriale che ha coinvolto comuni e società civile della zona in questi anni, concretizzandosi nell’istituzione del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale).

Venendo al valore più culturale, la Residenza ha rappresentato un luogo di formazione e scambio tra diverse compagnie e ha portato, su un territorio lontano dai grandi e consolidati circuiti teatrali urbani, delle produzioni internazionali alle quali mai avremmo potuto accedere.

 

Proprio in termini di apertura mentale e possibilità di confrontarsi con spettacoli meno convenzionali si può misurare il valore di questa realtà per il nostro territorio, ed è per questi motivi che ho sempre convintamente sostenuto le iniziative di Scarlattine Teatro, rendendomi entusiasticamente disponibile, a nome del Comune di Olgiate Molgora, a ricoprire il ruolo di Comune Capofila del Festival Teatrale “Il Giardino delle Esperidi”.

Giunto alla dodicesima edizione questo Festival è fatto “per unire natura, arte, comunità; per creare fili invisibili e forti da vedere, sentire, immaginare”. Per descriverlo mi rifaccio al sito della Compagna:

 

Il Festival è una fucina di produzione artistica, punto di partenza di viaggi e luogo di incontro con artisti da tutto il mondo. Contamina e si lascia

contaminare dai progetti artistici che accoglie, da performance di artisti di fama internazionale a sperimentazioni innovative del territorio. Cuore artistico della programmazione: il teatro nel paesaggio, la drammaturgia contemporanea, la danza e la poesia.

Nel 2015 il Giardino delle Esperidi Festival ha ottenuto la EFFE label dall’European Festivals Association (EFA), riconoscimento conferito ai festival che in Europa rispecchiano tre criteri guida: impegno artistico, coinvolgimento delle comunità locali e prospettiva europea e globale (Fonte: http://bit.ly/20XfhPE).

 

Questi sono gli ingredienti che hanno orientato la mia azione di amministratore nella scelta di sostenere attivamente questo e altri festival teatrali e ritengo che la valorizzazione del territorio, come “conferire valore” sia un’importante elemento delle politiche culturali a livello locale, forse il più importante.

Questo articolo è estratto dall'ebook "Orastellata. Dieci anni di cultura a Olgiate Molgora"

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